Informazioni personali

Villacidro Roma Berlin, U.S. Outlying Islands
Mi piace la musica; ovvio, la buona musica. Mi piace la fotografia e tutto ciò che si impone ai miei occhi lasciando viva una sua impressione. Che sia arte o meno.

Mi piace stare sola, cosa che odio al tempo stesso.
Vivo nell'instabilità, non ho certezze. Se sono certezze le cose che cercate qua dentro, allora forse è il caso che cambiate strada.

Però potrete trovarci le mie passioni, i miei interessi, una porzione di ciò che ogni giorno distrae la mia attenzione da tutto il resto.

Non sarò logorroica; qui voglio solo continuare a distrarre me stessa e voi altri.

giovedì 4 dicembre 2008

addio s

addio vecchio compagno di giochi.
ci siamo persi crescendo, e siamo rimasti per sempre bambini
A fare i casini davanti alla falegnameria, piccoli e cattivi.
Bambini nella strada.
Hai deciso che la tua strada doveva finire ora.
il tuo traguardo è raggiunto.
così ora resterai come ci eravamo lasciati,
bambini, nei ricordi sbiaditi,
un attimo di vita cresciuto assieme
giocando davanti alla falegnameria. Felici.

domenica 9 novembre 2008


9 nov 2008

Il sole è tiepido
E fa piacere stare davanti al mare-olio fra i rifiuti e gli aerei che volano.
Non ho pensato, forse mai, prima d'ora, che si potesse soffrire così. Non l'ho pensato, ma forse già lo intuivo. Per questo volevo che finisse appena stava iniziando. Grande gioia il mare, grande dolore gli assorbenti abbandonati sulla spiaggia. assorbono, assorbono scorie di vita e poi muoiono disintegrati dall'umido e il vento. Stracciati via dalle onde e dal mare.
Avrei voluto passare il resto del giorno sul trenino Roma-Ostia a guardare fuori dal vetro. Alberi, foglie trasparenti di luce, ombre di case, ponti, strade, cavalcavia che corrono dietro confusi. Strappati dal vento del treno che corre. Avrei voluto viaggiare su quel treno senza scendere mai a nessuna fermata, ma semplicemente guardare dal vetro e non pensare. Anzi no. Pensare soltanto di stare viaggiando. Pensare di non essere ferma a sostenere il peso della vita tutto addosso.
Come quando è la forza centrifuga a sollevare il tuo corpo che gira. Preso per le mani si solleva e comincia quasi a volare. Non pesa. Ma se la velocità rallenta, eccolo lì, il peso. Piombo e crollo.
Volevo solo girare su quel treno e non scendere a nessuna fermata. Non essere costretta a reagire. A scendere e a camminare per chilometri prima di trovare in un buco di aria che mi portasse alla spiaggia.
Questa sporca spiaggia di assorbenti e mare-olio.
Pace, silenzio e caos.
Avresti bisogno di non fermare il tempo avresti bisogno di aggrapparti a delle forti mani e cominciare a girare. Volare, volare intorno ed essere presa solo dalla febbre dei giri che ti sollevano su e la testa che gira gira gira. Fino allo svenimento a terra felicemente assente. Fuori dal peso, finalmente.
E non soffrire più come ora. Mai più. Non ho bisogno di sentirmi così viva perchè poi sono così.. morta. Non trovo appigli se non nella distrazione. Ma come un pomodoro schiaffato sul muro scivolo a terra, rossa sul nero, cado.
Ora bottiglie e plastica sulla spiaggia che piange, soffocata da case qua dietro. E profumo di donna che copre l'orrore. Il mare sulla battigia continua a leccare le ferite alla sabbia. Come una vecchia cagna ormai irrimediabilmente malata.
Come un nonno costretto a morire all'ospedale. Nonno libero, morto in prigione.
E ora dicono non ci sia più niente da fare. Fottuto, dietro le sbarre. In un istante, morto.
Freddo intorno intirizzisce me che ribollo. Incompatibili temperature. Cerco appiglio in quella nuvla lassù, un po' verticale e cicciona. Certo - penso - non può essere tanto più felice di me. Lei, in balia del tempo e dei vapori. Alta pressione bassa pressione, semprea scomporsi una volta ancora a sparire, ingrossarsi di rabbia e sputare lacrime di disperazione a terra e poi una volta calmata, lunatica e cicciona, rasserenarsi, bianca e finalmente distante, alta e lontano dal suolo. Lassù, verticale.
Ho bisogno di fumare e mi accendo un'altra sigaretta. Sono più di 5 anni che penso sia l'ultima. Una signora mi sfiora quasi col suo piccolo cagnolino ronzante di festa. Bèbe. Li guardo ora, che sono distanti, coi loro problemi a cui non vorrebbero pensare. Credo, quasi esattamente come me. E' solo questione di panni. Mettersi nei panni degli altri. Quelli sporchi però si lavano in casa. Sennò che vergogna e indecenza umiliarsi con gli altri.
.. Lo sguardo sull'orizzonte. Disperazione. Anche quello è tappato, da barche a vela.
Mare, sei diperato?
Mare, non piangere. Devi essere forte. Perchè per te non finirà tutto così presto come per me. Ma tu sei vecchio e questo lo sai già.
La spiaggia è più vuota. Tutti a pranzo. E un tipo mi vuole appioppare cd. Siamo a novembre e a ostia vendono ancora cd. No.
Se ne va anche lui con la sua busta azzurra.
Vorrei che tutto finisse qui. Con leggerezza.
_ Invece ritorno. Ora un altro si è avvicinato con le sue collane terribili. Non le uso. No, neanche alla calamita. No. No, grazie buon lavoro. No.
E ora a sfiorarmi e un sessantenne con la giacca di cammello. E alto ma non ha la gobba.
Vado a mangiare. Non so, si sta bene qui, tutto sommato. Ma non si stava meglio su quel sedile del treno?
TIEPIDA DOMENICA MATTINA.

venerdì 11 luglio 2008

Battles @ Terme di Caracalla - CRONACHE DI GUERRA 5°volume



mercoledì 9 giugno 2008,



Per questo concerto credo che sia più che suffieciente riportare la recensione che Daniele Natale ha pubblicato su www.nerdsattack.it.
Trovandomi d'accordo con la sua opinione praticamente su tutto, la inserisco qua sotto:

"
Ho perso i Battles l’ultima volta che sono venuti a Roma per questioni di prezzo del biglietto. Stavolta andarsi a vedere una delle band più incredibili dei nostri tempi è una necessità, un obbligo, un dovere. I Battles con ‘Mirrored’ hanno frantumato l’idea che oggi in musica non si inventa più nulla e stasera aprono, ahimè, il concerto dei Gossip. C’è un sacco di gente, come era facile prevedere, anche tanti visi noti. Neanche il tempo di bere il primo sorso di birra che i newyorkesi salgono sul palco.

La band è formata, lo ricordiamo, da mostri sacri dell’avanguardia di oggi come Ian Williams, (Don Caballero), John Stainer (ex Helmet, Tomahawk), David Konopka (Lynx), e il polistrumentista Tyonday Braxton, figlio del noto jazzista Anthony. Quando salgono on stage è un piccolo boato che li accoglie.

La band si rende subito conto che il pubblico è qui più per loro che per i Gossip.

Stainer si siede alla batteria e inizia la sua straordinaria performance, il resto arriva lentamente e smanetta un po' sugli strumenti per trovare i suoni migliori mentre Stainer non si ferma. Il gruppo inizia a muoversi all’interno di suoni squisitamente liquidi e rumorosi, con un groove assassino che scuote e fa saltare i presenti.

Perfetti nella loro chirurgia tecnica, precisi nei suoni ma anche possenti e fisici, sopratutto Stainer che monta una batteria con uno splash posizionato ad altezza di due metri. Braxton si autoregistra in diretta suoni con la voce che poi lascia partire in loop come tappeto sotto la musica.

I momenti più esaltanti sono stati l’esecuzione della splendida ‘Atlas’, dove si incontrano math rock, free jazz, rumorismo ed elettronica, la magnifica traccia di apertura dell’album ‘Race In’, dove Stainer si accascia sulla batteria per l’intro di percussioni con la band che vi si aggrega per una esecuzione sontuosa e ‘Tonto’ con quel suo dolce morire lentamente.



Il concerto purtroppo volge al termine dopo una 50ina di minuti e non ci sarà tempo per l’esecuzione di ‘Ddiamondd’, maledizione.


Ma va benissimo anche così, il concerto è stato eccellente, con la sensazione di aver assisito a un live di un gruppo su cui si parlerà per anni, di essere insomma un po' partecipi anche noi della storia musicale.

********

I Gossip?. Zero. Io non capisco cosa ci sia da dire su questa band. Sopravvalutatissimi. Il loro è un rock floscio, banale, inutile, noioso, prevedibilissimo, scontato.


Unica attrazione l’abbondante cellulite della cantante Beth Ditto (che scimmiotta la grande Debora Iyall dei Romeo Void, ndr), che ha una bella voce soul ma se non hai una canzone che ti salvi dal baratro della nullità è inutile che tu canti in un gruppo come questo. (Speriamo sia vicina la fine di bluff come questo dei californiani, ndr).


Dante Natale"


As usual, all photos by -s- ©



lunedì 23 giugno 2008

Sightings @ Init - CRONACHE DI GUERRA 4°volume

Sabato 21 luglio 2008
Init

Se fra le decine di esami della sessione estiva la confusione e il rumore si accumula nel cervello, non c'è soluzione migliore che esasperare le cose in un catartico concerto che come massimo ingrediente ha il noise puro.

Questa è roba che devo andare a vedermi da sola.
Alle 9 e 20 esco di casa convinta che arriverò in ritardo, sicuramente senza riuscire a vedere il gruppo spalla. Arrivo più di un'ora dopo che ancora non c'è nessuno. A volte dimentico che la mia attitudine al ritardso è ben più che saggia.

Saranno le 11 passate da parecchio quando salgono sul palco
gli Hiroshima Rocks around.


Batteria, sax, chitarra
come line-up base + 3 infiltrati:

una voce, un basso e per l'ultimo pezzo un altro prestante giovine alla batteria che si improvvisa in un duo con chi alla batteria c'era stato fino a quel momento e che ora diventa
psycho
rapper di non so dove.


hiroshima rocks around: un caso da analizzare.

Vibrazioni punk all'ennesima potenza volumi e ritmi tirati non al massimo ma di più, più un saxofonista intrattenitore che quando suona pare posseduto da mille demoni.

Rimango interdetta e questo basta.



... Ma le orecchie iniziano a fischiare e io vedo che è cosa buona...

Tempo di correre al bagno, accarezzare la mia fida dì70, uscire a prendere una boccata di ..ehm.. aria?!


I Sightings sono sul palco.



Richard Hoffman al basso, Jonathan Lockie alla batteria (inconfondibile con quei due drum pad digitali montati di fianco al tom), Mark Morgan chitarra e voce.


Di loro dirò che hanno una tale visione del suono e una coscienza delle potenzialità dei loro strumenti così ampia che ne sanno cacciar fuori una gamma di effetti davvero originale.

Hoffman è ottimo bassista: adoro sin da subito il suo approccio con lo strumento, idem dicasi per la chitarra, che suono di chitarra quasi non ha. Ma qui non è il caso di filosofeggiare.


I volumi sono tirati al massimo (altro che Dinosaur Jr ;D ).
Le atmosfere si fanno dense e pregnanti. Senza via di scampo sightings sono e creano il tormento.







All photos by -s- ©


giovedì 19 giugno 2008

Shannon Wright @ Circolo degli Artisti - CRONACHE DI GUERRA 3°volume

Lunedì 16 giugno 2008

Circolo degli artisti (Roma)


Dopo l'uscita di Let in the light, Shannon Wright è arrivata in Italia per ben due volte. La prima però si è fermata a Torino, confermando la prassi seguita da quasi tutti gli artisti, soprattutto americani che fanno un tour europeo: "scendere" oltre Bologna e Firenze non conviene e Roma e le città del sud sono spesso svantaggiate.


Ma l'attesa per la cantautrice di Jacksonville (Florida) da parter del pubblico di Roma era tale che non si potesse aspettare ancora a lungo.



Allora eccola, Shannon Wright, preceduta sul palco del circolo da Alessandro Raina (Giardini di Mirò in Punk is not diet e Amor Fou) e Moltheni (il cantautore marchigiano Umberto Giardini).

Rido per la particolarità di quest'ultima figura che si muove disinibita davanti alla platea con una cuffia di lana (e dico lana!) sulla testa, mentre tutti evaporano per il caldo mostruoso nella sala, oltre che per il suo stranissimo tatuaggio sul braccio sinistro: una tazza di caffè!

Sconvolta vado fuori finchè la Shannon comincia. E' sola sul palco. Sola con un pianoforte, una chitarra acustica e la Fender stratocaster.


Un'oretta e mezzo di concerto per presentare pezzi dell'ultimo e dei precedenti album, incluso il primo Flightsafety.



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Dinosaur jr @ Circolo degli Artisti CRONACHE DI GUERRA 2°volume

Giovedì 5 giugno 2008

Circolo degli artisti (Roma)




Dopo 2 anni, di nuovo a Roma a portare un po' di decibel e di casino!



C'è ancora chi protesta perchè quelle 6 casse più 3 testate Marshall alle spalle di J. Mascis non erano spinte davvero al massimo. Ma il pogo c'è stato, la birra per terra pure, sudore a fiumi e lividi a palate.
Qualcuna ha anche provato per la prima volta l'ebbrezza del surfing [...]




Prendetevi la scaletta








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Fatene quello che vi pare, ma non senza
esservi ricordati di chi le ha scattate.



martedì 17 giugno 2008

Nicola Caverna @ Tendastrisce - CRONACHE DI GUERRA 1°volume

Domenica 1 giugno 2008.

Tantro Tendastrisce (Roma)



Il mitico

Nick Cave con i suoi Bad Seeds al Teatro Tendastrisce di Roma per presentare la sua ultima fatica:
DIG, LAZARUS DIG!!!






















SCALETTA:

- Night Of The Lotus Eaters;
- Dig, Lazarus, Dig!!;
- Tupelo; Today's Lesson;
- Red Right Hand;
- Nobody's Baby;
- Midnight Man;

- The Mercy Seat;
- Deanna;
- Lie Down Here (& Be
My Girl);
- Moonland;
- The Ship Song;
- We Call Upon The Author;
- Papa Won't Leave You, Henry;
- More News From No
where;
- Get Ready For Love;

- The Lyre Of Orpheus;
- Hard On For Love;
- Straight To You;
- Stagger Lee.









2 ore di concerto, per non dimenticare le basi.













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