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Se fra le decine di esami della sessione estiva la confusione e il rumore si accumula nel cervello, non c'è soluzione migliore che esasperare le cose in un catartico concerto che come massimo ingrediente ha il noise puro.
Questa è roba che devo andare a vedermi da sola.
Alle 9 e 20 esco di casa convinta che arriverò in ritardo, sicuramente senza riuscire a vedere il gruppo spalla. Arrivo più di un'ora dopo che ancora non c'è nessuno. A volte dimentico che la mia attitudine al ritardso è ben più che saggia.
Saranno le 11 passate da parecchio quando salgono sul palco
gli Hiroshima Rocks around.

Batteria, sax, chitarra
come line-up base + 3 infiltrati:
una voce, un basso e per l'ultimo pezzo un altro prestante giovine alla batteria che si improvvisa in un duo con chi alla batteria c'era stato fino a quel momento e che ora diventa
psycho rapper di non so dove.
hiroshima rocks around: un caso da analizzare.
Vibrazioni punk all'ennesima potenza volumi e ritmi tirati non al massimo ma di più, più un saxofonista intrattenitore che quando suona pare posseduto da mille demoni.
Rimango interdetta e questo basta.

... Ma le orecchie iniziano a fischiare e io vedo che è cosa buona...
Tempo di correre al bagno, accarezzare la mia fida dì70, uscire a prendere una boccata di ..ehm.. aria?!

I Sightings sono sul palco.
Richard Hoffman al basso, Jonathan Lockie alla batteria (inconfondibile con quei due drum pad digitali montati di fianco al tom), Mark Morgan chitarra e voce.
Di loro dirò che hanno una tale visione del suono e una coscienza delle potenzialità dei loro strumenti così ampia che ne sanno cacciar fuori una gamma di effetti davvero originale.
Hoffman è ottimo bassista: adoro sin da subito il suo approccio con lo strumento, idem dicasi per la chitarra, che suono di chitarra quasi non ha. Ma qui non è il caso di filosofeggiare.
I volumi sono tirati al massimo (altro che Dinosaur Jr ;D ).
Le atmosfere si fanno dense e pregnanti. Senza via di scampo sightings sono e creano il tormento.

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