Informazioni personali

Villacidro Roma Berlin, U.S. Outlying Islands
Mi piace la musica; ovvio, la buona musica. Mi piace la fotografia e tutto ciò che si impone ai miei occhi lasciando viva una sua impressione. Che sia arte o meno.

Mi piace stare sola, cosa che odio al tempo stesso.
Vivo nell'instabilità, non ho certezze. Se sono certezze le cose che cercate qua dentro, allora forse è il caso che cambiate strada.

Però potrete trovarci le mie passioni, i miei interessi, una porzione di ciò che ogni giorno distrae la mia attenzione da tutto il resto.

Non sarò logorroica; qui voglio solo continuare a distrarre me stessa e voi altri.

domenica 9 novembre 2008


9 nov 2008

Il sole è tiepido
E fa piacere stare davanti al mare-olio fra i rifiuti e gli aerei che volano.
Non ho pensato, forse mai, prima d'ora, che si potesse soffrire così. Non l'ho pensato, ma forse già lo intuivo. Per questo volevo che finisse appena stava iniziando. Grande gioia il mare, grande dolore gli assorbenti abbandonati sulla spiaggia. assorbono, assorbono scorie di vita e poi muoiono disintegrati dall'umido e il vento. Stracciati via dalle onde e dal mare.
Avrei voluto passare il resto del giorno sul trenino Roma-Ostia a guardare fuori dal vetro. Alberi, foglie trasparenti di luce, ombre di case, ponti, strade, cavalcavia che corrono dietro confusi. Strappati dal vento del treno che corre. Avrei voluto viaggiare su quel treno senza scendere mai a nessuna fermata, ma semplicemente guardare dal vetro e non pensare. Anzi no. Pensare soltanto di stare viaggiando. Pensare di non essere ferma a sostenere il peso della vita tutto addosso.
Come quando è la forza centrifuga a sollevare il tuo corpo che gira. Preso per le mani si solleva e comincia quasi a volare. Non pesa. Ma se la velocità rallenta, eccolo lì, il peso. Piombo e crollo.
Volevo solo girare su quel treno e non scendere a nessuna fermata. Non essere costretta a reagire. A scendere e a camminare per chilometri prima di trovare in un buco di aria che mi portasse alla spiaggia.
Questa sporca spiaggia di assorbenti e mare-olio.
Pace, silenzio e caos.
Avresti bisogno di non fermare il tempo avresti bisogno di aggrapparti a delle forti mani e cominciare a girare. Volare, volare intorno ed essere presa solo dalla febbre dei giri che ti sollevano su e la testa che gira gira gira. Fino allo svenimento a terra felicemente assente. Fuori dal peso, finalmente.
E non soffrire più come ora. Mai più. Non ho bisogno di sentirmi così viva perchè poi sono così.. morta. Non trovo appigli se non nella distrazione. Ma come un pomodoro schiaffato sul muro scivolo a terra, rossa sul nero, cado.
Ora bottiglie e plastica sulla spiaggia che piange, soffocata da case qua dietro. E profumo di donna che copre l'orrore. Il mare sulla battigia continua a leccare le ferite alla sabbia. Come una vecchia cagna ormai irrimediabilmente malata.
Come un nonno costretto a morire all'ospedale. Nonno libero, morto in prigione.
E ora dicono non ci sia più niente da fare. Fottuto, dietro le sbarre. In un istante, morto.
Freddo intorno intirizzisce me che ribollo. Incompatibili temperature. Cerco appiglio in quella nuvla lassù, un po' verticale e cicciona. Certo - penso - non può essere tanto più felice di me. Lei, in balia del tempo e dei vapori. Alta pressione bassa pressione, semprea scomporsi una volta ancora a sparire, ingrossarsi di rabbia e sputare lacrime di disperazione a terra e poi una volta calmata, lunatica e cicciona, rasserenarsi, bianca e finalmente distante, alta e lontano dal suolo. Lassù, verticale.
Ho bisogno di fumare e mi accendo un'altra sigaretta. Sono più di 5 anni che penso sia l'ultima. Una signora mi sfiora quasi col suo piccolo cagnolino ronzante di festa. Bèbe. Li guardo ora, che sono distanti, coi loro problemi a cui non vorrebbero pensare. Credo, quasi esattamente come me. E' solo questione di panni. Mettersi nei panni degli altri. Quelli sporchi però si lavano in casa. Sennò che vergogna e indecenza umiliarsi con gli altri.
.. Lo sguardo sull'orizzonte. Disperazione. Anche quello è tappato, da barche a vela.
Mare, sei diperato?
Mare, non piangere. Devi essere forte. Perchè per te non finirà tutto così presto come per me. Ma tu sei vecchio e questo lo sai già.
La spiaggia è più vuota. Tutti a pranzo. E un tipo mi vuole appioppare cd. Siamo a novembre e a ostia vendono ancora cd. No.
Se ne va anche lui con la sua busta azzurra.
Vorrei che tutto finisse qui. Con leggerezza.
_ Invece ritorno. Ora un altro si è avvicinato con le sue collane terribili. Non le uso. No, neanche alla calamita. No. No, grazie buon lavoro. No.
E ora a sfiorarmi e un sessantenne con la giacca di cammello. E alto ma non ha la gobba.
Vado a mangiare. Non so, si sta bene qui, tutto sommato. Ma non si stava meglio su quel sedile del treno?
TIEPIDA DOMENICA MATTINA.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Silvia. A sapere che tu soffra mi lacrima il cuore (ho un pezzetto di cuore che è solo tuo, Tuo, e piange)..
Non trovo parole da scrivere che non siano scontate, è troppo tempo che non ti sento. Probabilmente siamo persone diverse da quel che eravamo solo qualche anno fa, forse non ci conosciamo più? Non ci posso credere, o almeno non può essere del tutto vero.
Silvia, un tuo vecchio compagno ha sete di sentirti. Ti prego!
g.

Unknown ha detto...

CIAO SLVIA! spero non stia soffrendo così come scrivi! voglio immaginare che questo racconto sia solo frutto della fantasia... ;) vero? ti immagino sorridente e spensierata come questa estate passata! ricordati che mi devi portare a murumannu... lontano dai treni e dai viadotti...e.. dagli assorbenti usati! ahahah saluti

fils ha detto...

NON HO PAROLE SILVIA CARA SPERO K NN SIA TU IL PROTAGONISTA XK TU NN DEVI SOFFRIRE SEI TROPPO BUONA X SOFFRIRE .LO SAI TESORO X ME SEI L'ALFA è L'OMEGA IL TUTTO X TUTTO.ALZATI ALZATI TU MI DICEVI "I SARDI LOTTANO CON UNGHIE E DENTI"ALZATI SEI A L'ALTEZZA DI VINCERE E TRIOMFARE DAVANTI OGNI OSTACCOLO ALORA PICCOLA ALZATIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII