"Devi esser felice"
"Devi cercare la felicità"
"Devi trovarla"
"Devi sforzarti"
"Devi imparare ad esser felice"
"Devi eliminare ogni negatività"
"Devi, perchè sarà tutto più semplice, non puoi perder tempo"
Devi, Devi, Devi. DEVI.
Frasi sentite da altri, dette da alcuni, ordini che ci autoinfliggiamo in continuazione.
Meccanismi quasi impercettibili che ci martellano la testa.
Meccanismi che ci portano a negare la pesantezza della sofferenza e della tristezza, a ignorarle, a scavalcarle.
In testa irrompe solo quella dannata parola scandita: F E L I C I T A'.
Quando la troviamo non ci basta ne vogliamo altra, ancora, di più!
Un circolo vizioso imprescindibile.
Una continua frustrazione.
Una fame insaziabile.
Sehnsucht.
A volte il cammino verso uno scopo si ottiene anche accettandone e incudendone lo scopo opposto. La strada si complica ma l’arrivo è più soddisfacente.
La sofferenza fa parte della felicità, senza di essa non distingueremo più nulla.
Senza di essa saremo ciechi, incatenati e succubi di quel ideale limite.
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